domenica 30 dicembre 2007

Vi voglio bene...

Carissimi,
Mai come ieri notte, in quasi un ventennio (come suona bene!!!) di vita siciliana, durante il quale ho battuto in lungo e largo la SA-RC, ho percorso quei 109 chilometri con il cuore pago di felicità. Chi conosce i miei trascorsi di vita sa che il destino non è stato particolarmente generoso con me; prima privandomi degli affetti più cari, poi allontanandomi dalla terra natia; sempre nuove tappe, orizzonti mai ben delineati. Momenti duri, nei quali, però, mi sentivo serenamente sorretto dalla consapevolezza che, alle mie spalle, potevo contare su un tesoro inestimabile: il silenzioso affetto degli Amici che, apparentemente nascosti, al momento opportuno sarebbero saltati prepotentemente fuori riversandomi fiumi di affetto, quello vero, che, sfido chiunque a contraddirmi, mai nessuna persona, conosciuta nel corso della maturità, ha saputo, voluto donarci. Venerdì siete stati un coro di conferme; mi avete rifatto il pieno!!!!
Sebbene da ragazzi avessimo più volte sperato che il Comune illuminasse la storica Piazza della Repubblica, affinché potessimo finalmente disputare qualche partitella di calcio “in notturna”, oggi devo paradossalmente ringraziare le amministrazioni che, in questi venti anni, hanno continuato a governare con rara inettitudine, per non averlo fatto! Mi hanno così consentito di nascondere la commozione nel riabbracciarvi, l’imbarazzo nel non riuscire a riconoscervi, l’emozione nello stringere la mano di chi non conoscevo… Il resto è venuto da solo; la simpatia, la cordialità, la disponibilità di ognuno di Voi ha stupito mia moglie, figlia di un’altra terra altrettanto bella, ma priva del nostro innato sentimentalismo. Ho preteso che ci fosse, perché volevo che leggesse nei miei occhi la felicità, capisse che dietro quell’uomo che addita quotidianamente come troppo serio e riservato, si nasconde il bambino giocherellone al quale manca, veramente molto, il proprio passato.
Siete stati, poi, per pochi minuti, ignari spettatori di uno storico incontro che mi ha visto felicissimo protagonista; due vecchi amici che la superbia adolescenziale aveva ingiustamente separato; il merito primario è stato del Caligna che ha mediato come il migliore dei diplomatici; il resto l’avete fatto voi con la vostra signorile riservatezza, consegnandomi, su un piatto d’argento, il regalo di Natale più bello che io ricordi…
Grazie, Amici, vi voglio bene
Claudio

1 commento:

Enrico e Carlotta ha detto...

Fratello, ho letto solo le prime parole ed immagino cosa ci sia nel Tuo post!!!!
Non aggiungo altro che un semplice abbraccio affettuoso!!